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Anfiteatro Festival

 






 

Alcuni Cenni Storici

 

L'Anfiteatro Albano fu realizzato dalle maestranze della II legione Partica che venne stanziata sul territorio nel 202 d.C. dall'Imperatore Settimio Severo.
La costruzione, di forma pressoché ellittica, fu realizzata in parte direttamente nel banco roccioso ed in parte in muratura, utilizzando contemporaneamente varie tecniche costruttive. Una trentina di fornici, tra loro diversi, sostenevano i due piani e il loggiato superiore per un'altezza totale di circa 22 metri.
Una terrazza sostruttiva, lunga circa 60 metri e alta 7, oltre che assicurare stabilità all'anfiteatro, sosteneva una larga piattaforma utilizzata per la sosta e il movimento di persone e carriaggi.    
Due ingressi trionfali (vomitoria), posti all'esterno dell'asse maggiore immettevano nell'arena scavata in massima parte nella roccia e ricoperta da uno spesso strato di coccio pisto, dove avvenivano gli spettacoli gladiatori.
Sotto l'arena, un cunicolo, oltre che raccogliere le acque, permetteva, per mezzo di un montacarichi, l'ingresso delle belve.
Ben poco rimane della cavea come pure delle gradinate scavate nella roccia o costruite in muratura. Si può invece ancora distinguere il podio imperiale (pulvinar) il cui accesso è evidenziato da semicolonne in laterizio poste dinanzi al XIV fornice.
L'anfiteatro Albano poteva contenere circa 16 mila persone.
Intorno al XI sec. d.C. nel III fornice fu ricavato un oratorio cimiteriale cristiano nell'abside affrescata erano raffigurati i Santi Stefano, Lorenzo, Nicola, Pancrazio ed un anonimo papa. Nelle pareti dello stesso fornice e in altri vicini si ricavarono loculi per sepolture.
L'Anfiteatro Albano in scritti, cartografie, incisioni e disegni antichi è stato spesso chiamato il "piccolo colosseo".
 

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